
Storia della Danza
Inserito il: 22 marzo, 2009
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La Sesta Arte - Pagine recentemente aggiornate
La disciplina storiografica che riguarda la danza ha origini recenti, solo nel 1900 iniziano veri e propri studi incentrati sulla conoscenza di quest’Arte. La danza rappresenta la prima espressione artistica del genere umano, che si avvale dello strumento corporeo per esprimersi. La danza fa parte della civiltà umana a partire dall’epoca preistorica, successivamente nelle civiltà stanziali, come quella Greca, si diffondono le Danze guerriere, quelle religiose e quelle profane. Nel Medioevo la Danza viene condannata dalle Autorità ecclesiastiche perchè il movimento del corpo viene considerato lascivo di contro alla pratica dell’oralità, propria dei predicatori. Nonostante questo, però, si diffonde una figura esemplare come quella del Giullare, che intrattiene il pubblico nelle danze del villaggio. Nel Rinascimento la Danza viene considerata quale forma di educazione, nel Quattrocento la figura del maestro di ballo era molto richiesta presso le Corti e nel 1581 nasce il primo balletto della storia Il Ballet Comique de la Reine. Nel 1661 Luigi XIV, il Re Sole, istituì la prima Accademia Reale di Danza. Con l’istituzione dell’Accademia prese avvio la Danza Classica, o Accademica, presso la quale si codificarono i principi e le posizioni della Danza e per questo ancora oggi la terminologia di questa disciplina è in prevalenza francese. Nel 1780 il coreografo J.G.Noverre contribuì, con le sue aspre critiche, a far chiudere l’Accademia, facendosi portatore della sua idea del ballet d’action, che restituì all’espressività nuovamente il suo giusto valore. Dopo la Rivoluzione Francese sorse in Italia l’Imperial Regia Accademia di Ballo, presso il Teatro alla Scala di Milano e fu nel 1800 che fu disegnato il primo tutù e adottate le scarpette da punta per esaltare la leggerezza delle danzatrici. Nell’Ottocento si diffonde il primo balletto Romantico, libero e appassionato. Grande impulso alla Danza venne dagli Zar di Russia, i quali sostennero la nascita dell’Accademia di Danza di San Pietroburgo. Ricordiamo il talento di Marius Petipa, coreografo francese che divenne primo ballerino nei teatri imperiali russi. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento Isadora Duncan, ballerina statunitense, si fece portavoce della ‘danza libera’ , diventando la pioniera della Danza Moderna. Nel 1909, con il debutto del Ballets Russes di Serge Diaghilev al Thèatre du Chàtelet di Parigi, si ebbero anche in Europa le prime avvisaglie della danza moderna. Ricordiamo le grandi collaborazioni di Serge Diaghilev con i maggiori coreografi della Storia del Balletto, tra cui Fokine e Balanchine, con i maggiori ballerini del Novecento, tra cui Pavlova e Karsavina, con i più grandi compositori del calibro di Stravinsky e Debussy. Tra gli innovatori del balletto classico ricordiamo Enrico Cecchetti, maestro a Pietroburgo, Varsavia, Londra e direttore del Teatro La Scala nel 1925. Annoveriamo, inoltre, Apollon Musagète che, nel 1928, divenne il principale esponente del Neoclassico. Negli anni Venti del Novecento si diffonde la Danza Moderna con danzatori come M.Graham, D.Humphrey e C.Weidman. Importanti gli approfondimenti successivi di I.Duncan, R.S.Denis E T.Shawn, (da qui in nome della scuola Denishawn). Dopo la Seconda Guerra Mondiale nasce in Europa e negli Stati Uniti la Danza Contemporanea, in cui il corpo s’inscrive nella realtà dell’uomo moderno, fatto di spazi corporei e geometrie, nella ricerca dell’amore e della felicità, che d’improvviso svanisce di fronte all’incertezza dell’umanità.



